cellule staminali

 
 



La conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale rappresenta sempre di più una nuova frontiera verso un futuro in cui certe malattie potranno essere curate efficacemente, infatti già molte sono trattate con successo attraverso il trapianto delle staminali. Le ricerche attualmente in atto sono numerose e riguardano tantissime patologie che, solo fino a pochi anni fa non lasciavano troppe speranze a chi ne cadeva vittima. La scoperta delle cellule staminali ha aperto nuove frontiere nell'ambito della cura di tumori, malattie ereditarie e del sistema immunitario.

Conservare dunque le staminali del cordone ombelicale del proprio figlio, corrisponde a sottoscrivere un'assicurazione sulla vita del neonato ( e dei parenti compatibili con lui dal punto di vista genetico), rispetto ad un sostanzioso numero di malattie che potrebbero colpirlo. Le cellule staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale sono cellule “ indifferenziate” , sostanzialmente dei precursori che all’occorrenza possono  differenziarsi e trasformarsi in cellule dei più diversi tessuti che costituiscono i principali organi ed apparati umani qualora siano danneggiati da malattie.











Perchè conservare le staminali del cordone ombelicale?

La speranza è che tali cellule non debbano mai servire, ma fra avere la possibilità di poterne usufruire al bisogno e non averla .....


Le probabilità di utilizzo delle proprie cellule staminali è stimato in circa 1 caso su 600; ovviamente questa stima è basata sulle attuali conoscenze scientifiche.


Tuttavia  è lecito pensare che in un prossimo futuro le cellule staminali cordonali, come vedremo in seguito, verranno utilizzate molto più frequentemente. La loro alta compatibilità con altri membri della famiglia ne consente inoltre l’utilizzo anche da parte di parenti prossimi.


I numerosi trapianti effettuati in tutto il mondo con cellule staminali dimostrano ampiamente la loro utilità nel trattamento di alcuni tipi di tumori maligni quali le leucemie, il neuroblastoma, il linfoma non-Hodgkin ed il mieloma multiplo. Nelle malattie del sangue vengono trattate tra l’altro l’anemia di Diamond-Blackfan, la talassemia, le sindromi di Fanconi, Evans e Kostmann, la trombocitopenia e la citopenia.


Altre malattie correlate al sistema metabolico quali i morbi di Gaucher e di Gunter, l’amiloidosi, le sindromi di Hunter e di Hurler, la malattie di Krabbe, l’osteopetrosi ed altre riferite alle immunodeficienze come la sindrome di Wiskott-Aldrich, la malattia granulomatosa cronica e la sindrome linfoproliferativa sono ormai comunemente trattate con le cellule staminali.


Quella detta rigenerativa è una branchia della medicina che si occupa, come si evidenzia dal nome, della rigenerazione dei tessuti deteriorati anche con l’utilizzo delle cellule staminali cordonali. Molte ricerche tendenti a scoprire le potenzialità delle cellule staminali sono in corso in tutto il mondo. Il generale entusiasmo manifestato da parte degli addetti lascia ben sperare sull’esito di tali ricerche.


Banche di conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale

Nella maggior parte dei casi, dopo il parto, il cordone ombelicale viene gettato insieme agli altri rifiuti ospedalieri. In alcuni ospedali, è però possibile richiedere la conservazione delle cellule staminali cordonali. Le cellule contenute nel cordone ombelicale sono staminali adulte, il cui utilizzo non è più soggetto alle limitazioni e alle controversie etiche riguardanti le staminali embrionaliLe cellule staminali possono essere conservate per un massimo di trent'anni, immerse in celle di azoto liquido o di vapori di azoto a -170 / -190 °C. Le cosiddette "banche di conservazione delle cellule staminali" non sono altro che laboratori in cui le unità di sangue prelevate da ciascun cordone ombelicale vengono stoccate in capienti contenitori di azoto liquido fino al momento del loro eventuale utilizzo. In Italia, esistono banche cordonali presso alcuni istituti pubblici ma, secondo un'ordinanza ministeriale del 2007, "è vietata l'istituzione di banche per la conservazione di sangue dal cordone ombelicale presso strutture sanitarie private";

Le banche pubbliche sono state istituite per conservare il sangue cordonale dei neonati per cui esiste un'elevata familiarità per alcune gravi patologie - si parla in questo caso di "donazione dedicata" - o per conservare il sangue cordonale che alcuni genitori decidono di donare affinché, in caso di compatibilità, possa essere trapiantato ad un bambino malato - si parla di "donazione eterologa".

Nelle banche private, l'unità di sangue prelevata dal cordone ombelicale di un bambino viene invece conservata a suo nome - si parla di "donazione autologa" - e diventa a tutti gli effetti una sua proprietà; il sangue rimane così ibernato fino al momento in cui dovesse servire allo stesso bambino (trapianto autologo) o eventualmente a un suo familiare compatibile. La legislazione in materia di conservazione del sangue del cordone ombelicale è diversa da Paese a Paese, anche nell'ambito dell'Unione Europea: alcune nazioni prevedono solo la donazione eterologa, altre danno libero accesso a tutte le possibilità, e altre ancora hanno vincolato la donazione autologa a particolari criteri.

Con l'entrata in vigore del decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248 (cd. milleproroghe), è stata autorizzata anche in Italia la raccolta autologa in una struttura privata, previamente autorizzata dalla relativa Regione competente, ma anche in questo caso sono stati definiti precisi criteri che ne limitano l'accesso.(vd Ordinanza ministeriale del 13 aprile 2006 pubblicata su G.U. del 9 maggio 2006),

La donazione autologa, ovvero la conservazione in strutture private, è sempre a carico dei genitori e il costo varia a seconda delle strutture in relazione alle diverse offerte (in termini di gestione del servizio e di durata della conservazione), ma in linea di massima si aggira complessivamente intorno ai 2000-2500 euro per 20-30 anni. La sottoscrizione di un contratto pluriennale di affido presso una di queste strutture, che obbligatoriamente deve essere estera, avviene generalmente contattando responsabili di zona di una delle strutture; le stesse inviano poi per posta un kit per il prelievo e per il trasporto del sangue del cordone ombelicale, così come tutte le indicazioni necessarie ai genitori, dalla documentazione relativa alle analisi, alla richiesta da presentare all'ospedale in cui hanno scelto di partorire.Il materiale viene poi in genere ritirato dal personale e inviato mediante trasporto sicuro al centro dove perviene entro 24 ore dalla spedizione per essere esaminato e conservato.















La conservazione autologa ha il vantaggio della totale assenza di rigetti negli autotrapianti d'organi e tessuti, il rischio zero di contrarre nuove malattie che invece esiste, nonostante i controlli, per i trapianti da donatore diverso e compatibile, la sicura disponibilità in caso di necessità con tempi di attesa nulli. Una diffusione massiva della conservazione autologa, estesa a tutti i neonati, porrebbe in secondo piano il problema della distruzione - spreco delle staminali non trapiantate nel periodo utile, poiché quasi ogni famiglia avrebbe un donatore compatile in caso di necessità.

Purtroppo, il tasto dolente è rappresentato dal costo ,che è abbastanza elevato e che può rappresentare un impegno gravoso per molte famiglie anche se, a cura delle stesse banche di raccolta, è finanziabile con diverse modalità.

Per chi fosse interessato alle modalita di prelievo e conservazione Eterologa presso la USL della mia privincia ( IM ) consiglio di contattare in orario lavorativo (LU-VE)  il Centro Trasfusionale della USL Imperiese.

Per chi fosse interessato ad un approfondimento più dettagliato riguardo alle modalità di  prelievo e  conservazione Autologa sarebbe utile visitare il sito di una delle più importanti banche di prelievo e conservazione delle cellule staminali ( LINK ). Per  contattare il responsabile di zona di una di queste banche  per domande o spiegazioni  dettagliate a voce: scrivetemi una E-MAIL QUI

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